Criteri di scelta misure cautelari ex art. 275 comma 2-bis c.p.p.

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La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sull’importante tema dei criteri di scelta delle misure cautelari.

Il contesto è quello di un caso in cui, in seguito a riforma della sentenza di primo grado con la quale l’imputato, sottoposto a misura cautelare in carcere, è stato condannato ad oltre quattro anni di reclusione, la Corte di Appello ha ridotto la pena ad anni 2 e mesi 10. Alla luce della sentenza di secondo grado e in virtù di quanto esplicitamente previsto dall’art. 275 commi 2 e 2-bis c.p.p., è stata richiesta la revoca o sostituzione della misura intramuraria, essendo stata comminata una pena inferiore ai tre anni di reclusione. Tale richiesta è stata rigettata tanto dalla Corte di Appello, quanto dal Tribunale del Riesame in funzione di giudice dell’appello ex art. 310 c.p.p., sostenendo che l’art. 275 comma 2 bis cod. proc. pen. si riferisca alla fase di applicazione della misura e che lo stesso non sia automaticamente applicabile nel caso in cui la pena successivamente irrogata sia inferiore.

Tale tesi è stata recisamente respinta dalla Corte di Cassazione, la quale ha accolto il ricorso presentato nell’interesse dell’imputato evidenziando che ” 𝐷𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑇𝑟𝑖𝑏𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑒𝑠𝑎𝑚𝑒, 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑒, 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑣𝑖𝑒𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑟𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑠𝑡𝑜𝑑𝑖𝑎 𝑐𝑎𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑎𝑟𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑢𝑖 𝑎𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑡. 275, 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑎 2 𝑏𝑖𝑠 𝑐𝑜𝑑. 𝑝𝑟𝑜𝑐. 𝑝𝑒𝑛. 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑒 𝑑𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑠𝑒𝑐𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎, 𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟 𝑟𝑎𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑛𝑎 𝑖𝑟𝑟𝑜𝑔𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑓𝑒𝑟𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑎𝑑 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑡𝑟𝑒. 𝐿𝑎 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑢𝑖 𝑒̀ 𝑝𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑇𝑟𝑖𝑏𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒, 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎𝑝𝑜𝑙𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎̀ 𝑟𝑒𝑠𝑎 𝑖𝑛 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑖𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑒̀ 𝑒𝑟𝑟𝑎𝑡𝑎.”.

𝐂𝐚𝐬𝐬𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐏𝐞𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐒𝐞𝐳. 𝐅𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝟏𝟑/𝟎𝟖/𝟐𝟎𝟐𝟎 (𝐝𝐞𝐩𝐨𝐬𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝟐𝟒.𝟎𝟗.𝟐𝟎𝟐𝟎) 𝐧. 𝟐𝟔𝟓𝟒𝟐

La sentenza integrale è consultabile al seguente link alla banca dati della Suprema Corte di Cassazione:

Sentenza n: 26542/2020

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